E concludiamo il discorso.
Dicevo che Mani Pulite non è stata la semplice scoperta di un malaffare diffuso, ma il tentativo di scalzare un regime politico
INTERAMENTE FONDATO sul malaffare, sull'illecito, su una serie di rapporti socio-economici alternativi a quelli legali e di conseguenza distorsivi dell'efficienza del tanto decantato "sistema paese". Questo intreccio di interessi illegittimi, che andavano dalla tolleranza dell'evasione fiscale al sistema di raccomandazioni, dagli appalti truccati all'aggiustamento delle sentenze, aveva avuto origine essenzialmente dall'impossibilità di un ricambio al potere.
Come ha espresso nei punti salienti Sartori con il suo modello interpretativo del
pluralismo polarizzato, un sistema politico caratterizzato da forti soggetti politici antisistemici a destra e a sinistra può essere governato solo dal centro, da un insieme di forze riconosciute come puntelli del regime di democrazia pluralista anche da coloro che tale sistema non accettano e vorrebbero sclazare. In una simile situazione, l'entrata di un partito nell'area governativa avviene non per sostituzione alle forze governative precedenti, ma per aggiunta o cooptazione. Tanto per fare un esempio, il PSI arrivò al governo nei primi anni Sessanta cambiando alleanze, e non mandando la DC all'opposizione.
Questo comporta che
- persone, conventicole, gruppi di pressione rappresentati al governo, una volta entrati, non vadano quasi mai all'opposizione, e quindi si trovino a gestire potere decisionale e dinamiche di sottogoverno per un periodo teoricamente infinito;
- se un nuovo partito arriva al governo, non potrà eliminare e distruggere le eventuali storture dei suoi predecessori, perchè essi saranno al governo insieme a lui!!! Tornando al nostro esempio, il PSI si è trovato al governo con una DC che aveva iniziato ad applicare il cosiddetto "modello renano" di Welfare State in maniera distorta, senza la possibilità di reperire risorse dall'annullamento dei privilegi che essa stessa rappresentava, o con una maggiore pressione fiscale sulle classi sociali di cui essa era interlocutrice: i socialisti non poterono, anche se avrebbero voluto, correggere questi errori, e dovettero continuamente contrattare la loro azione con gli autori di un simile obbrobrio.
A ciò aggiungiamo pure il potere sostanziale acquisito dal PCI, essenzialmente dovuto al fatto che la voce di un partito con il 30% e passa non poteva restare sempre inascoltata: in un "paese normale" tutta quella gente avrebbe dovuto avere la possibilità di partecipare al governo del paese conquistandolo per via elettorale, ma da noi non era possibile e quindi ci si accontentava della consociazione.
Una volta iniziata la "rivoluzione" per scalzare il sistema governativo che con la caduta del Muro aveva perso ogni legittimazione residua, occorreva intervenire direttamente sulle dinamiche istituzionali per consolidare le conquiste che (almeno sembrava) si stavano acquisendo dal punto di vista della legalità e della trasparenza. In primo luogo, occorreva rendere impossibile la ripetizione di un simile grumo di potere, garantendo il regime dell'alternanza. Occorreva, insomma, fare sì che il partito di governo in caso di sconfitta elettorale passasse all'opposizione, e vedesse se necessario tutto il suo operato distrutto dal governo successivo.
Verosimilmente, il personale politico di un partito ha contatto con gruppi sociali ed economici che non potrà penalizzare nemmeno se fosse necessario; questi ultimi "la pagheranno" con il prossimo governo, che non avrà alcun interesse a favorirli, ma che anzi preferirà bastonare loro piuttosto che ceti e gruppi "amici".
Tutto questo si cercò di raggiungere con la Bicamerale: molti, come il buon Michele Fiorillo (per chi non lo conoscesse, beh, non è un dramma...) hanno mostrato a suo tempo grande superficialità, rimproverando a D'Alema di volerla fare "per darsi aria da grande statista". Probabilmente ora Fiorillo esprime opinioni leggermente diverse, ma non importa: l'importante è che chi la pensava come lui si sbagliava almeno in parte, perchè l'eventuale acquisizione di un nuovo assetto maggioritario dello Stato in Bicamerale avrebbe costituito la testa di ponte per la stabilizzazione della situazione.
Poi tutto andò a monte, e guarda caso soprattutto da allora si è iniziato a parlare di "toghe rosse", Craxi è diventato un nume tutelare e Borrelli un pasdaran: e molti socialisti purtroppo ci credono, forse perchè accettare questa tesi è molto più semplice che ragionare...